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DICHIARAZIONE DI S.E. MONS. PIETRO PAROLIN IN OCCASIONE DELLA SUA NOMINA A SEGRETARIO DI STATO, 31.08.2013


DICHIARAZIONE DI S.E. MONS. PIETRO PAROLIN IN OCCASIONE DELLA SUA NOMINA A SEGRETARIO DI STATO

Testo originale

Traduzione in lingua inglese

Testo originale

Nel momento in cui viene resa pubblica la nomina a Segretario di Stato, desidero esprimere profonda e affettuosa gratitudine al Santo Padre Francesco, per l’immeritata fiducia che sta dimostrando nei miei confronti, e manifestarGli rinnovata volontà e totale disponibilità a collaborare con Lui e sotto la Sua guida per la maggior gloria di Dio, il bene della Santa Chiesa e il progresso e la pace dell’umanità, affinché essa trovi ragioni per vivere e sperare.

Sento viva la grazia di questa chiamata, che, ancora una volta, costituisce una sorpresa di Dio nella mia vita e, soprattutto, ne sento l’intera responsabilità, perché essa mi affida una missione impegnativa ed esigente, di fronte alla quale le mie forze sono deboli e povere le mie capacità. Per questo mi affido all’amore misericordioso del Signore, dal quale nulla e nessuno potrà mai separarci, e alle preghiere di tutti. Tutti ringrazio, fin d’ora, per la comprensione e per l’aiuto che, in qualsiasi forma, mi vorranno prestare nello svolgimento del nuovo incarico.

Il mio pensiero va alle persone che sono state parte della mia vita in famiglia, nelle parrocchie in cui sono nato e in cui ho prestato servizio, nella cara Diocesi di Vicenza, a Roma, nei Paesi dove ho lavorato, Nigeria, Messico e, ultimo, Venezuela, che lascio con rimpianto. Penso pure al Papa emerito Benedetto XVI, che mi ha ordinato Vescovo, alla Segreteria di Stato, che è già stata la mia casa per molti anni, all’Em.mo Card. Tarcisio Bertone, agli altri Superiori, ai colleghi e ai collaboratori e all’intera Curia Romana, ai Rappresentanti Pontifici. A tutti sono largamente debitore.

Mi pongo, con trepidazione, ma anche con fiducia e serenità, in questo nuovo servizio al Vangelo, alla Chiesa e al Papa Francesco, disposto – come Lui ci ha chiesto fin dall’inizio – a camminare, edificare-costruire e confessare.

Che la Madonna, che a me piace invocare con i titoli di Monte Berico, Guadalupe e Coromoto, ci dia "il coraggio di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria, il Cristo crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti".

E, come si dice in Venezuela: "¡Que Dios les bendiga!".

Caracas, 31 agosto 2013

[01197-01.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua inglese

STATEMENT BY ARCHBISHOP PIETRO PAROLIN ON THE OCCASION OF HIS APPOINTMENT AS SECRETARY OF STATE

At this moment, in which my appointment as Secretary of State is made public, I desire to express deep and affectionate gratitude to the Holy Father, Francis, for the unmerited trust he is showing me, and to make known to him once again my willingness and complete availability to work with him and under his guidance for the greater glory of God, the good of the Holy Church, and the progress and peace of humanity, that humanity might find reasons to live and to hope.

I feel very strongly the grace of this call, which is yet another and the latest of God’s surprises in my life. Above all, I feel the full weight of the responsibility placed upon me:  this call entrusts to me a difficult and challenging mission, before which my powers are weak and my abilities poor. For this reason, I entrust myself to the merciful love of the Lord, from whom nothing and no one can ever separate me, and to the prayers of all. I thank all those who have shown and who, starting now, will show me understanding, as well as for any and all manner of help that anyone might desire to offer me in my new undertaking.

My thoughts go to my family and to all the persons who have been part of my life: in the parishes into which I was born and in which I served; in the dear Diocese of Vicenza; at Rome; in the countries in which I have worked – from Nigeria, to Mexico, and most recently in Venezuela, which I am sorry to leave. I think also of Pope-emeritus Benedict XVI, who ordained me bishop, I think of the Secretariat of State, which was my home for many years, of His Eminence, Cardinal Tarcisio Bertone, of the other Superiors, colleagues and collaborators and of the whole Roman Curia, as well as of all those who represent the Holy Father and the Holy See diplomatically around the world. I owe a great debt to them all.

It is with trepidation that I place myself in this new service to the Gospel, to the Church and to Pope Francis, but also with trust and serenity – disposed – as the Holy Father has asked us from the beginning – to walk, to build and to profess.

May our Lady, whom I like to invoke under her titles as Our Lady of Monte Berico, Guadalupe and Coromoto, give us, "The courage, to walk in the presence of the Lord, with the Lord’s Cross; to build the Church on the Lord’s blood which was poured out on the Cross; and to profess the one glory: Christ crucified. And in this way, the Church will go forward."

And, as they say in Venezuela, "¡Que Dios les bendiga!".

Caracas, 31 agosto 2013

[01197-02.01] [Original text: Italian - working translation]